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La Alfa Romeo Alfetta

 

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Marmitte e i ricambi Bruel Italia per Alfa Romeo Alfetta:


 

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Informazioni generali della Alfa Romeo Alfetta

 

 

Presentata nel maggio 1972, l'"Alfetta" fu senza dubbio una delle Alfa Romeo più innovative del dopoguerra. Essa infatti pur rispondendo a tutti i canoni tipici del marchio rappresentava una forte innovazione rispetto ai modelli precedenti. La sua linea segnò un punto di rottura con lo stile classico Alfa Romeo.


Il classico bialbero Alfa Romeo di 1779 cm³ derivava direttamente da quello della 1750 modificato nella forma dei collettori di scarico e della coppa dell'olio per permettere di elevarne la potenza a 122 CV DIN ed aveva caratteristiche tecniche in parte non ancora completamente diffuse oggi tra i propulsori moderni. Costruito completamente in lega di alluminio aveva le canne dei cilindri di ghisa riportate e sfilabili.Due alberi a camme in testa mossi da una doppia catena silenziosa anteriore garantiva un'eccellente affidabilità e durata. Le due valvole erano inclinate a 80° per formare una camera di combustione emisferica ad alto rendimento, e quelle di scarico erano raffreddate dalla presenza nello stelo di sodio.


La novità vera fu l'inedito posizionamento del cambio al retrotreno in blocco con differenziale e frizione azionata idraulicamente. Tutto questo in vista di un pressoché perfetta distribuzione dei pesi che migliorasse il comportamento stradale.


Inedito era anche lo schema delle sospensioni posteriori che adottavano per la prima volta su una vettura stradale della Casa un raffinato ponte De Dion costituito da un traliccio di tubi d'acciaio triangolare con il vertice imperniato anteriormente che mirava alla riduzione delle masse non sospese in modo da garantire una maggiore motricità alle ruote posteriori.