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Le Porsche 911

 

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Le marmitte e i ricambi Bruel Italia per le Porsche 911

 

 

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Informazioni generali sulle Porsche 911*

*(con raffreddamento ad aria)

Alla fine degli anni '50 la Porsche 356 iniziava a sentire il peso degli anni ed il motore, che, come tutta la macchina, affondava le proprie radici nella Volkswagen Maggiolino, aveva raggiunto il massimo dello sviluppo. Occorreva un nuovo motore, sempre boxer, sempre raffreddato ad aria ma con almeno 6 cilindri. Occorreva anche un nuovo modello che, pur mantenendo l'impostazione tecnica generale Porsche, fosse più spazioso e moderno.
Lo sviluppo tecnico non diede problemi e la nuova meccanica, incluso l'inedito 6 cilindri boxer, era pronta già nel 1961. A dare grattacapi era la definizione della carrozzeria. La svolta avvenne alla fine del '61, quando Butzi Porsche, nipote di Ferdinand Porsche, disegnò il prototipo 695, che aveva 4 posti, era brutta e sgraziata, ma conteneva molti tratti della futura 911. Un lungo lavoro di affinamento portò, al prototipo 901  presentato, al Salone di Francoforte del 1963, in pratica la 911 definitiva. Il prototipo 901 tuttavia era statico, perché la ritardata delibera della carrozzeria aveva reso impossibili i collaudi finali. L'inizio della commercializzazione avvenne perciò solo nel 1964 con il nome di 911 (per evitare problemi di copyright con la Peugeot).

    La 911 era una coupé 2+2, motore posteriore a sbalzo, trazione posteriore, sospensioni a 4 ruote indipendenti con barre di torsione, 4 freni a disco e cambio meccanico a 4 rapporti. Il 6 cilindri boxer raffreddato ad aria e alimentato da 3 carburatori Solex aveva una cilindrata di 1991cc e una potenza massima di 130cv.

  •     Nel 1966 venne lanciata anche la 911 S che, grazie ad una serie di modifiche al motore (albero motore, profilo dei pistoni, valvole maggiorate), raggiungeva una potenza di 160cv. Su tutte i carburatori divennero Weber. Esternamente la S si riconosceva per i cerchi in lega Fuchs.
  •     Nel 1967 le coupé vennero affiancate dalle versioni targa, con tetto rigido asportabile. la versione targa era disponibile sia in versione standard che S.
  •     Nel 1968, per rendere meno nervoso il comportamento stradale venne allungato il passo di 6 cm (da 221 a 227cm). Contemporaneamente la gamma fu sensibilmente ampliata. Alla base si poneva la 911 T, con alimentazione a carburatore e motore meno "spinto" (110cv). Meglio rifinita la 911 L, che manteneva il motore a carburatori da 130cv. Alimentati dall'iniezione meccanica Kugelfisher i boxer di 911 E (140cv) e 911 S (170cv).I modelli erano disponibili sia in versione coupé che targa.
  •     Nel 1969 cambiarono la griglia posteriore e la cilindrata del motore: da 1991 a 2195cc. Le potenze salirono a 115cv per le T a carburatori, a 150cv per le E (a iniezione) e a 180cv per le S (pure a iniezione).
  •     Nel 1971 la cilindrata del boxer venne aumentata da 2195cc a 2341cc e le potenze crebbero a 125cv (T), 155cv (E) e 190cv (S). La più potente 911 S ottenne anche uno spoiler anteriore per stabilizzare l'avantreno alle alte velocità.
  •     Nel 1972 venne lanciata 911 Carrera RS, mossa da una versione di 2687cc (210cv) a iniezione meccanica del classico 6 cilindri boxer e carrozzeria alleggerita, con cofani e portiere in alluminio e lamiere assottigliate. La Carrera RS, che era disponibile in una versione Touring (con interno simile a quello delle 911 S) e Sport (con allestimento interno semplificato per contenere ulteriormente il peso), era riconoscibile per il celebre alettone posteriore a coda di papera, le strip adesive sulla fiancata ed i cerchi (in lega) in tinta con le strip. Era disponibile nella sola versione coupé.
  •     Nel 1974 le nuove norme USA su sicurezza e inquinamento, costrinsero i tecnici Porsche a rivedere la 911. Cambiarono i paraurti (più grandi e ad assorbimento d'urto) e i gruppi ottici posteriori (ora uniti da una fascia trasparente rossa inglobante i retronebbia). Dal punto di vista tecnico, invece, la cilindrata venne portata per tutte le versioni a 2687cc. Tutte adottarono l'alimentazione a iniezione meccanica, ma l'adozione di dispositivi antinquinamento non consentì di aumentare la potenza (che, anzi, si ridusse). Anche gli interni furono aggiornati per migliorare comfort e sicurezza. La nuova gamma comprendeva la 911 standard (150cv), la 911 S (177cv) e la 911 Carrera (210cv). Quest'ultima aveva la carrozzeria delle altre 911 ed era disponibile sia coupé che targa, per quanto riguarda il motore adottava lo stesso della Carrera RS della serie precedente.
  •     Nel 1975 venne lanciata la 911 Turbo, con motore portato a 2994cc e sovralimentato con turbocompressore e intercooler. La potenza cresceva così a 260cv. La 911 Turbo, che era disponibile sono in versione coupé, era facilmente riconoscibile per la carrozzeria allargata, l'ampio alettone posteriore (che incorporava l'intercooler), i cerchi sportivi con pneumatici maggiorati, lo spoiler anteriore più pronunciato e la verniciatura in nero opaco di tutte le parti cromate. Lo stesso anno, data l'esigenza di proporla anche sul mercato statunitense, la cilindrata della Carrera crebbe a 2994cc, ma a causa dei dispositivi antinquinamento la potenza scese da 210 a 200cv.
  •     Nel 1977 venne lanciata la 911 SC, che sostituiva tutte le versioni "non turbo" (standard, S e Carrera), aveva una cilindrata di 2994cc e una potenza ridotta a 180cv. Esteticamente le uniche modifiche riguardavano la verniciatura in nero opaco dei particolari prima cromati. La SC, venne lanciata in un momento in cui il management della Casa tedesca riteneva che la 911 fosse un modello superato, destinato ad essere gradualmente rimpiazzato dalla Porsche 928. Non avevano fatto i conti coi clienti, che praticamente ignorarono la 928 e continuarono ad acquistare la 911.
  •     Nel 1978 la cilindrata della 911 Turbo crebbe da 2994 a 3299cc e la potenza, grazie anche all'adozione dell'alimentazione a iniezione elettronica, raggiunse i 300cv.
  •     Nel 1980 le "3.0 SC" vennero potenziate a 204cv, mentre nel 1983 le versioni coupé e targa vennero affiancate dalla 3.0 SC Cabriolet.
  •     Nel 1984 le 911 SC lasciarono il posto alle 911 Carrera 3.2, pressoché invariate esteticamente, ma con importanti novità tecniche: cilindrata portata a 3164cc, alimentazione a iniezione elettronica  e potenza di 231cv.
  •     Nel 1987 venne proposta la nuova migliorata trasmissione G50 e la frizione idraulica.
  •     Nel 1989 Ultimo anno della 3.2 da molti ritenuta l' ultima vera Porsche con la tipica carrozzeria Bumper e le sospensioni a lame" venne realizzata una piccola serie di 911 Speedster. Si trattava di una cabriolet con parabrezza più piccolo, calotta aerodinamica in plastica al posto dei sedili posteriori, carrozzeria slim o allargata "Turbo Look" e meccanica della normale Carrera 3.2.
  •     Nel Giugno venne lanciata la 911 Carrera 4 (serie "964"), con tantissime novità tecniche ed estetiche. Da punto di vista tecnico si segnalava l'adozione della trazione integrale permanente e di un motore a cilindrata maggiorata a 3600cc con doppia accensione e 250cv. I freni ottennero l'ABS di serie, mentre lo sterzo era servoassistito. Esteticamente c'erano nuovi paraurti , diversi cerchi, inedito alettone posteriore retrattile e interni rivisti. Le versioni disponibili erano coupé, targa e cabriolet.
  •     Nel 1990 anche le versioni a trazione posteriore adottarono motore, freni e allestimento della Carrera 4. Il nome commerciale era Carrera 2. Le versioni disponibili erano coupé, targa e cabriolet. Anche le 911 Turbo (965) vennero aggiornate Lo stesso anno debuttò anche la Carrera 2 3.6 RS, alleggerita e potenziata (260cv).
  •     Nel 1993 arrivarono la Carrera 2 Speedster e la Carrera 2 3.8 RS (con motore di 3,8 litri da 300cv). La Turbo diventa 3.6.
  •     L'ultima 911 con motore raffreddato ad aria fu la serie "993" lanciata nel 1994. Il restyling fu, questa volta, più consistente e coinvolse (per la prima volta dal '63) anche le lamiere: i fari anteriori più inclinati ed il diverso taglio dei gruppi ottici posteriori costrinsero la Porsche a ridisegnare i parafanghi anteriori e alcune lamiere posteriori. Nuovi anche i paraurti e parte degli interni. Rilevanti anche le novità tecniche: nuova sospensione posteriore, denominata "SLA" (con traliccio che ingabbiava il motore) e 6 cilindri boxer con fasatura variabile delle valvole "Variocam". La nuova sospensione garantiva un'eccellente tenuta di strada anche al cospetto dei 272cv erogati dal 6 cilindri di 3,6 litri. Nuova anche la trazione integrale della Carrera 4. Sia le Carrera 2  che le Carrera 4 erano disponibili in versione coupé o cabriolet. Decisamente estrema la 911 Turbo della serie "993": trazione integrale e sovralimentazione con 2 turbocompressori più intercooler, per un totale di 408cv. Nel 1995 venne riproposta una versione denominata Targa, ma si trattava di una Carrera 2 con tetto apribile panoramico in cristallo azionato elettronicamente. Lo stesso anno vennero lanciate le Carrera S e Carrera 4 S, con carrozzeria "Turbo look". Nel 1996 le 911 aspirate, grazie ad una diversa regolazione del Variocam, ottennero 285cv. Entrarono in gamma GT3 (motore di 3,8 litri da 300cv, trazione posteriore e carrozzeria alleggerita di 100 kg ) e "Turbo GT2" (trazione posteriore e motore biturbo da 450cv). L'epopea delle 911 con motore raffreddato ad aria si chiuse nel 1997.